18.11.05

Per le 'retate'


Tra le notizie misteriosamente ignorate dai telegiornali italiani c'e' l'arresto dello storico revisionista David Irving.


E' stato arrestato ieri nella cittadina austriaca di Hartberg, secondo un mandato di cattura emesso nel 1989 dal Tribunale di Vienna.
Irving, noto per le posizioni antisemite e le tesi giustificazioniste del nazismo, ha infatti negato l'Olocausto, violando il paragrafo 3 della legge austriaca.
Tale crimine, in Austria, e' punibile con una pena da uno a dieci anni di carcere.

Lo studioso non e' nuovo a queste traversie giudiziarie.
Irving, uno dei massimi esperti di Adolf Hitler, aveva gia' querelato per diffamazione la collega Deborah Lipstadt e la casa editrice Penguin. La storica americana lo aveva definito negatore attivo dell'Olocausto, antisemita e razzista in un libro pubblicato dalla Penguin nel 1996, 'Negare l'olocausto: il crescente assalto alla verita' e alla memoria'.

Irving aveva provocatoriamente proposto la fondazione di un'associazione di superstiti di Auschwitz, superstiti dell'Olocausto e altri bugiardi.

L'11 aprile 2004 una sentenza dell'Alta Corte inglese aveva fatto naufragare il tentativo di riabilitazione del nazismo da parte di Irving che, pur ritenendosi ingiustamente accusato dalla Lipstatdt, non ha esitato a bollare Auschwitz una Disneyland per turisti e a negare l'esistenza di camere a gas funzionanti in quello stesso campo di concentramento.

La sentenza (cui Irving e' ricorso in appello) ha definitivamente distrutto la reputazione accademica dello storico inglese e compromesso gravemente il revisionismo storico e chi vi fa riferimento.

In Germania gli studiosi revisionisti vengono espulsi (Irving nel '93).
In Austria vengono arrestati.

E in Italia li facciamo i conti col nostro passato?
O ci accontentiamo di leggere libri di Giampaolo Pansa e di perdonare i fascisti che 'non sapevano cio' che facevano'?

21 commenti:

capemaster ha detto...

in Italia abbiamo chi nella stessa scia intellettuale proclama che a il CPT di Lampedusa è un albergo a 5 stelle!

per Pansa credo che il problema sia un po' più complesso... si cerca di fare i conti col passato in maniera un po' cerchiobottista, ma 'ste cose purtroppo so successe, e nessuno le deve negare a sinistra...

sarebbe un miope atteggiamento.

Undine ha detto...

Da noi, purtroppo, si è parlato di guerra civile con una connotazione che mi preoccupa.
Lottare per la caduta di un regime non la chiamerei guerra civile. Anche in questo senso il revisionismo mi dusturba, che non vuol dire negare gli errori commessi da alcuni antifascisti.

federico ha detto...

Pansa è uno dei tanti giornalisti una volta liberi che poi sono caduti sotto gli assegni del padrone. Le cose che dice sono "storicamente rilevanti" (ma chissà perché ne parla sempre in forma di romanzo...), ma il modo e i tempi con cui le dice sono fin troppo sospetti per sembrare in buona fede.

Il problema è che in Italia per le immani pressioni esterne (leggi: CIA, KGB, Vaticano) nel dopoguerra si è preferito mettere la polvere sotto il tappeto, e lasciare tutto com'era.
Questo ha impedito la discussione pubblica su quello che era successo, e la pulizia delle istituzioni da chi le aveva infangate durante il ventennio.
Paradossalmente D'Alema ha ragione a dire che l'uccisione di Mussolini fu un errore, ma non perché non meritasse di finire appeso per i piedi in piazza, ma perché con un suo processo sarebbero usciti tutti i fatti dell'era fascista, sarebbero stati messi nero su bianco così come fu a Norimberga.

Invece ora abbiamo i fascisti che non si chiamano più fascisti, i comunisti che non si chiamano più comunisti e le ferite ancora aperte di cinquant'anni di guerra intestina e fratricida.

Suggerisco l'illuminante intervista fatta da Giovanni Fasanella a Giovanni Pellegrino, pubblicata dalla BUR con il titolo "Guerra Civile":

http://bur.rcslibri.corriere.it/sclibro.php?idlb=2790

Forse è uno dei migliori testi di storia contemporanea dell'Italia.

Ed ha detto...

Su Pansa e D'Alema ho detto nei commenti del mio post il 10 novembre u.s.
Ti ringrazio per la notizia che mi dai e che mi era inspiegabilmente sfuggita.
Anche per me, lo sai, non è stata guerra civile, ma Guerra di Liberazione e non è stato un pic-nic nè una partita di calcio dove al novantesimo del 25 aprile un arbitro ha fischiato la fine. C'è stato un po' di recupero e lo avrei fatto anch'io.

federico ha detto...

Preciso che il periodo di "guerra civile" a cui si fa riferimento nel libro da me citato è quello post-liberazione. Cioè dal 25 Aprile fino alla "fine" della Prima Repubblica.

Cilions ha detto...

Non conoscevo questa storia... mi documenterò!

Mi permetto solo di dire questo:
Dante con la famosa frase "AI POSTERI L'ARDUA SENTENZA" ha voluto sottolineare che è compito di chi è ormai lontano dai fatti il commentare in modo distaccato l'avvenimento.
Io aggiungerei che nel farlo, prima di trarre giudizzi, ci si debba sforzare di cosiderare l'epoca storica e quindi la situazione socio-culturale del periodo in questione.
Insomma non dobbiamo osservare i fatti da uomini del 2000 con il cellulare in una mano e l'iPod nell'altra, ne farci condizionare dal nostro "credo" politico.

Nonostante tutto però, credo che certe cose siano innegabili e che quindi, alcune sparate non meritino di pesare più di una cazzata!

jack on fire ha detto...

sono alla ricerca di un posto in cui sostare per meglio impiegare il mio tempo durante una giornata di 24 ore di cui circa un terzo da dedicare al dormire tranquillo e pacifico e senza problemi per la testa...

potrei decidere di costruire un campo di divertimenti.
ci faccio venire la gente pubblicizzandolo un po' di fatto si sa, la propaganda è l'anima del commercio.

m'immagino già la scena:
una ragazza in costume da bagno si lava dolcemente i piedi nell'acqua al lato di una piccola cascata. lei ondeggia i capelli e ammicca alla telecamera sporgendosi in avanti mostrando un seno generoso.

poi esco io in tenuta da equitazione, con stivali e tutto il resto. in mano ho un fucile e dico:
"campi della gioventù. chiunque può trovare la pace"

la gente verrà a fiumi. ne ospiterò qualche milionata e creerò treni e ferrovie per trasportarli ad alta velocità su per una montagna isolata.

dopo di che, quando li avrò stipati in un centinaio di metri quadrati, tutti e 6 000 000 (staccherò i biglietti al fine di fare cifra pari. voglio una stramaledetta cifra tonda, facile da ricordare. statisticamente provato) non uno di più, vi prego affrettatevi a prenotarvi, farò piovere benzina dall'alto.

a questo punto verranno distribuite sigarette e accendini. e a tutti concederò lo svago di fumarsi una sigaretta all'interno di questo capanno pubblico in cui sarà vietato fumare.

radiosità sui loro volti mentre si renderanno conto di infrangere una regola a mo' di teppistelli bambini vandali e ostrogoti.

e allora un bell'incendio mi aiuterà a raccontare in giro che ho deciso di incenrire l'immondizia.

dopo l'arresto:
giornalista - lei ha sterminato 6 000 000 di persone. perchè?
io - non ho ucciso nessuno.
giornalista - ci sono prove filmate e testimonianze giurate di persone che non sono potute entrare a godersi lo spettacolo. affermano tutti che lei è un mostro.
io - non sono mai esistito. lei mi vede ma io non esisto. sono il suo sogno giornalistico per eccellenza. il premio pullitzer a portata di mano.
giornalista - mi sta dicendo che è mia intenzione strumentalizzarla?
io - senza di lei nessuno saprebbe.
giornalista - appunto. è mio dovere informare. come si sente dopo quello che ha fatto?
io - ho un po' di mal di testa, tutte quelle urla... ma non divaghiamo, le sto dicendo che nessuno è morto. noi non esistiamo. il cinema non lo vede? avrà visto matrix? in realtà io e lei siamo rinchiusi in un guscio di plastica con tubi infilati su per il c..o, perdoni la parola, mentre veniamo nutriti dalle macchine e viviamo in un sogno!
giornalista - credo che lei stia esagerando.
io - la mia vita è un'esagerazione.

andrò in carcere a scrivere un libro e diventerò presidente di un qualche governo. sì, sono sicuro di riuscire a diventarlo...

varrà la pena tentare no

Undine ha detto...

Federico: innanzitutto ti ringrazio per il link. Sono d'accordo con te nel ritenere un errore l'uccisione di Mussolini, per le tue stesse ragioni. Un processo avrebbe stroncato sul nascere qualsiasi equivoco ed eliminato ogni possibile ambiguità.

Ed: fortuna che vivo in una regione che ricorda anche troppo bene l'aria che si respirava durante il fascismo. Noi più di altri siamo legati al ricordo della resistenza. A livello nazionale, con QUESTO governo, non è così. Si sminuiscono le colpe, si sorvola sullo squadrismo, si deride chi vuole conservare la memoria. Non si nega, ma si minimizza il che è peggio.

Francesco: il mio credo politico, me ne rendo conto, influenza molte delle mie posizioni su fatti e personaggi storici. Penso sia un fatto spontaneo, che però va combattuto. Nel mio piccolo ci provo, con risultati non sempre soddisfacenti.

Undine ha detto...

@Jack: non avevo letto il tuo commento. Quello che indigna la mia piccola coscienza di mediocre incazzosa è il tentativo di camuffare e sminuire ciò che vediamo.
Mi autocandido per diventare ministro per le Pari Opportunità nel tuo governo (ragazzi, altro che il partito femminista in Svezia... avete dato un'occhiata al loro programma?).

SI-FA-SI ha detto...

Sentito stamattina alla radio...La mitica radio che si celebrava l'altro giorno..Complimenti all'Austria, un bell'esempio..Ma da noi l'apologia del fascismo che abbiamo davanti..Nulla?..Boh...

SI

jack on fire ha detto...

ehm... undine... la parte in cui dici, e cito:
"Mi autocandido per diventare ministro per le Pari Opportunità nel tuo governo" a cosa diavolo si riferisce???????

quello che indigna la mia di coscienza, piccola e servile, mediocre e assente, insignificante e molesta, è il fatto che il mondo è un posto troppo divertente per starsene fermi ed immobili (perdona ma di recente ho ancora in testa paura e delirio a las vegas e il sogno americano cui noi tanto agognamo).

voglio dire che il livello di pateticità, il grottesco più assurdo e il dio denaro non possono far altro che causare in me l'ilarità più ingegnosa al fine di megera sopravvivenza.

la vita in fondo è ...

e non svelerò questo segreto a nessuno.

comunque, in tema di governo, chi ha regole da somministrare/mi lo può fare contattandomi all'indirizzo mail modern_laugh@hotmail.it

mi riserverò la facoltà di deliberare in proposito a seconda delle trovate che mi sembreranno meno ingegnose al fine del nostro finto quieto vivere fatto dall'insensatezza del linguaggio umano e dalla stravagante forza dell'istinto umano

ai posteri l'ardua sentenza...
ma anche,
non ci sono più le mezze stagioni...
o,
è meglio una gallina oggi o un uovo domani???

Anonimo ha detto...

In fondo anche in italia le persone venivano solo mandate in gita oltre il confine.
Non diceva così qualcuno?

Undine, meno male che hai scritto questo post. Avevo capito l'esatto contrario e non mi spiegavo il perchè della tua reazione.

@Jack: "Paura e delirio a Las Vegas" come ti è sembrato?

jack on fire ha detto...

@un anonimo ha detto...

come m'è sembrato? ma ovvio, una cagata pazzesca!!!

insomma tu prendi dei tizi un po' strambi, li rimetti in un periodo storico ben definito, disegni dettagliatamente e con staccato cinismo (che non guasta mai al fine di evitare la noia in un racconto) quello che accadeva in quei momenti passati ed eccoti paura e delirio a las vegas.

siamo alla ricerca di un sogno, benessere, ricchezza, viviamo ogni giorno in maniera sempre uguale. e dall'altro lato, ti prego uccidimi qui ora perchè ho raggiunto l'apice so che dopo non ne avrò altri ne sono sicuro per cui fottutissimo stronzo aiutami a morire qui così non senirò la mananza di quella bellezza poc'anzi assaporata.

e i due sogni in antitesi convivono all'interno del solito mondo popolato dai soliti uomini privi di "senso dell'umorismo". chi guarda con distaccato interesse, chi cerca di vivere eticamente e di imporre la sua eticità e chi se ne sbatte le palle di tutto e di tutti e vuole solo andare alla deriva per conto suo perchè alla fine è vero, conta solo esserci

jack on fire ha detto...

@un anonimo ha detto...

come m'è sembrato? ma ovvio, una cagata pazzesca!!!

insomma tu prendi dei tizi un po' strambi, li rimetti in un periodo storico ben definito, disegni dettagliatamente e con staccato cinismo (che non guasta mai al fine di evitare la noia in un racconto) quello che accadeva in quei momenti passati ed eccoti paura e delirio a las vegas.

siamo alla ricerca di un sogno, benessere, ricchezza, viviamo ogni giorno in maniera sempre uguale. e dall'altro lato, ti prego uccidimi qui ora perchè ho raggiunto l'apice so che dopo non ne avrò altri ne sono sicuro per cui fottutissimo stronzo aiutami a morire qui così non senirò la mananza di quella bellezza poc'anzi assaporata.

e i due sogni in antitesi convivono all'interno del solito mondo popolato dai soliti uomini privi di "senso dell'umorismo". chi guarda con distaccato interesse, chi cerca di vivere eticamente e di imporre la sua eticità e chi se ne sbatte le palle di tutto e di tutti e vuole solo andare alla deriva per conto suo perchè alla fine è vero, conta solo esserci

munchhausen ha detto...

Si lo sò: Paura e Delirio a Las Vegas era una caricatura, ma voglio vedere le vostre reazioni quando manderanno in onda il sequel ( Paura e delirio a Palazzo Madama).
La trama è simile: narra di due giovani hippyes che vagano dal Nord in cerca di divertimento e raggiungono Roma. I due, uno si chiama Dr. Tremonzo e l' altro Raoul Bossi, attraverso varie vicessitudini, finiscono a spendere e spandere in un enorme casinò ( Palazzo Madama appunto ). L' abuso di droghe tra cui la famigerata acqua del Pò lascia segni devastanti su entrambi, in particolare su Raoul Bossi che quasi ci rimane secco, ma malgrado tutto ci sarà un lieto fine.
Memorabile la scena finale in cui escono da un Palazzo Madama in fiamme e mentre scappano elogiano gli effetti di una nuova droga sintetica chiamata Devoluscion.

Dblk ha detto...

Per quanto riguarda la situazione italiana penso che si possa risolvere il tutto in questo cartello. (http://photos1.blogger.com/blogger/2627/810/1600/dittature.jpg). E tuttavia non penso che sentimenti antifascisti e anticomunisti che si combattono in Italia fra loro aiutino il nostro Paese. Quest'odio di base deve essere messo alle spalle pensando ai modern times. Ps: scusa lo scontato moralismo. Ciao, Dblk

Dblk ha detto...

Scusa volevo dire NON aiutino. Ciao, Dblk

Medo ha detto...

I media italiani erano molto concentrati sulle questioni di politica interna e la cosa è sfuggita. Ti garantisco che comunque Irving sarà scagionato alla fine. Il problema non è tanto lui e gli studiosi 'border-line' come lui, piuttosto il problema è questo 40% degli italiani che crede ancora al sogno capitalistico, sogno sempre xenofobo, sono destroide berlusconiano... Tra questi c'è mio padre, vostro zio, le vostre nonne, i cugini...

Medo ha detto...

[Ehm volevo dire 'sogno destroide' e non sono destroide. Scusate.]

jack on fire ha detto...

@medo ha detto...

il sogno capitalistico è l'ancora di salvezza oggi. riusciresti a rinunciare a soldi, successo, fama, comodità ma come dire, priva di soddisfazione, per una blanda vita alla giornata in cui tutto può succedere, in cui viaggiare e fare esperienze, lavorare appassionandosi a quello che si fa e non alienandosi in meccaniche operazioni di "routine"?

io credo nel capitalismo e nel suo benessere fatto di prozac+, plegine, new age, massaggi e creme contro l'invecchiamento!

e adesso non venite a raccontare che non è bello restare giovani e dimostrare la propria finta vittoria al mondo modellandoci il corpo a piacimento!!!

perchè vuol dire che v'è sfuggito qualcosa, vi siete persi per strada, non avete afferrato bene il senso di quello che accade.

suvvia riflettete un attimo.

VENDERE

diderot ha detto...

“Non si ripete a cuor leggero il principio che nessuno debba essere perseguito per le sue opinioni. Le opinioni e le parole in cui si esprimono non sono innocenti dei fatti che possono tener loro dietro. E tuttavia bisogna accettare di fare come se il confine fra le parole e i fatti non fosse labile e ambiguo, ma netto e distinto: sicché la sanzione penale possa intervenire solo contro i fatti, e debba astenersi davanti alle parole. Beninteso, non può essere così quando le parole siano istigazioni dirette al misfatto, dunque non possibili premesse logiche, ma suo pratico fomento. Irving proclama infamie, non aizza ad ammazzare ebrei. Per sottile che appaia, e perfino ipocrita, la distinzione non è meno necessaria. Quando Ahmadinejad proclama che Israele va cancellato dalla faccia della terra, e per sovrappiù non da una cattedra di conferenziere ma quale capo di un grande Stato, la sua non è un’opinione, ma senz’altro un crimine”
Adriano Sofri - la Repubblica