26.11.05

Prima d'iniziare desidero porgere le mie scuse a chi si sentira' urtato o ferito dalla bestemmia contenuta in questo post. L'ho inserita (pur censurandola) per sottolineare il contrasto tra fede vissuta e dichiarata.




Noi siamo quelli scontenti.

Quelli che si lamentano del carovita e spalancano il becco come polli innanzi all'ennesima pubblicita'.


Ci piace dire che i politici sono dei ladri e per conferire maggiore autorevolezza alla nostra opinione sentenziamo con fierezza 'Ormai e' tutto uno schifo'.

Ci teniamo le nostre certezze ben strette.

I Rom, ad esempio, sono fastidiosi e non possono inserirsi perche' 'non hanno voglia di lavorare'.

Nemmeno i musulmani sono tanto attivi e poi, vogliamo parlare di come vive male un cattolico praticante nei loro paesi, D** cane?

I negri fanno del loro meglio.
Poveracci lavorano, s'impegnano tanto... sono solo un po' troppo negri, ecco.
Per carita', non abbiamo niente contro di loro, ma in famiglia non li vorremmo.
Eh, sono culture diverse.

E i cinesi, quanto ci stanno sul gozzo?
Ci fregano il lavoro...
E quando muoiono, dove vanno?
Li seppelliscono?
Giusto per sapere, al cinese ci siamo stati ieri sera...

I gay, vabbe', sono contronatura, ma ciascuno vive a modo proprio, ormai.
Non siamo mica omofobici, noi, pensate che abbiamo dei fantastici amici omosessuali, intelligenti e taaanto sensibili! Che persone eccezionali!
Pero', insomma, se nostro figlio fosse omosessuale non la prenderemmo cosi bene.

Non ci sentiamo sicuri.
Quanta criminalita' che c'e' in giro, non si puo' piu' star tranquilli nemmeno in campagna!

Siamo nervosi e irritati, lagnosi e insoddisfatti.
Talmente scontenti che, quando torniamo a casa dal lavoro e vediamo una ragazza invocare disperatamente il nostro aiuto, noi ce ne fottiamo.

E' che la nostra indignazione per la piaga dei lavavetri ai semafori ci riempie tutti.
Fortuna che ci ha pensato Cofferati.

11 commenti:

munchhausen ha detto...

Leggere che una cosa così possa accadere, nel silenzio totale, e per giunta in una cittadina "modello" come Bologna, mette addosso un pò di pessimismo verso il futuro. Non mi viene ancora da invocare la pena di morte, o la caccia all' uomo ( vivo o morto ), ma ne sono fortemente tentato.
Presi dalle nostre inezie, stiamo perdendo l' abitudine di guardarci intorno, ed aiutare i più deboli, o semplicemente tendere una mano a chi è in difficoltà ( e sarebbe bastato davvero poco ), credendo che inviare sotto Natale i soldi alla telethon o all' unicef basti a lavarci le coscienze per un' anno intero. Eppure, credo che tutto questo possa ancora cambiare.

Anonimo ha detto...

La civilissima Bologna è stata meno civile del solito.
E le fiaccolate...bah!!!

Jx

Dblk ha detto...

Manca il ricordo del passato "migratorio"; tornasse alla mente forse le cose sarebbero più facili. Ma se hanno spostato anche Sacco & Vanzetti da canale 5 a rete 4, la vedo difficile. Ciao, Dblk

Ed ha detto...

Guardate che questo succedeva già trent'anni fa, con la differenza che dopo due minuti non lo mettevano su Internet. Il problema rimane lo stesso: l'indifferenza, allora come oggi.Temo che le cose peggioreranno e che bisognerebbe studiare il problema alla radice.
Per quanto riguarda Cofferati e quello che sta facendo a Bologna, è meglio stendere un velo pietoso e sperare che la sinistra, se al Governo, non imiti le sue iniziative.

contevico ha detto...

Andiamo oltre per favore al sensazionalismo dei media e cerchiamo di vedere il fatto di Bologna nella sua giusta dimensione.
Alle 20:30 di sera, sotto la pioggia, alla luce dei fari delle auto che incroci sfido chiunque ad accorgersi di quello che accade in un giardino a lato della strada.
Come sfido chiunque a fermarsi per prestare aiuto ogni volta che vede un uomo che strattona una donna.
Siamo onesti. Che poi l'indifferenza esista é un fatto, ma lo è sempre stato (concordo con Ed) e lo è stato anche in città dove non si fanno fiaccolate. Colpevolizzare un'intera città mi sembra un po' forzato.

Undine ha detto...

Questo post non intendeva essere una critica a Cofferati, la cui linea politica può essere condivisibile o meno. Intendevo invece attaccare quegli onesti cittadini che si riempiono la bocca di parole come "ordine", "legalità", "giustizia", quando invece si dedicano alla cura maniacale del proprio orticello. Quest'indifferenza mi sembra indice di un individualismo diffuso, individualismo che mal si concilia con la generale approvazione per il piano di ripristino della legalità del sindaco Cofferati.

Notizie che si prestano al sensazionalismo alla "Studio Aperto" presentano uno svantaggio: trasformano la rabbia in atteggiamento scandalizzato, in gridata indignazione. Per ciò che mi riguarda non è così.
Non ho avuto bisogno di farmi aizzare dai telegiornali che si servono di questi fatti di cronaca per non trattare altri argomenti, perchè l'ho saputo da un sms dell'Ansa.
Sono incazzata nera in quanto ragazza e cittadina che crede nell'assunzione delle proprie responsabilità.
La vittima dello stupro ha un duplice trauma da superare. Non dovrà soltanto fare un duro lavoro su se stessa, ma anche superare il ricordo di quelle macchine che hanno tirato dritto verso casa.

Se le circostanze fossero quelle descritte dal Conte, non avrei niente da eccepire. Sta di fatto, però che la vittima è stata trascinata dal suo stupratore da un capo all'altro della strada. E questo, malgrado la pioggia e l'ora tarda, un automobilista è in grado di vederlo.

http://www.repubblica.it/2005/k/sezioni/cronaca/violenzasess/lacrvit/lacrvit.html

capemaster ha detto...

Brava Undine, hai sollevato il problema vero. SI è INDIFFERENTI fino a che non si viene colpiti direttamente.
Bisognerebbe prendere le capoccette della gente e fargli capire che uno stupro o un crimine impunito o peggio ignorato è una perdita per la società, non per le vittime.
ma tant'è che devo rispolverare il s'vonese

Tutti finocchi, KolKulodeglialtri.

Zenzero ha detto...

Ho apprezzato il post. Credo di far parte anch'io di "quelli scontenti". Ho apprezzato molto meno la censura preventiva che hai voluto inserire all'inizio; non sono d'accordo con la censura ed ancor meno con l'auto-censura. L'auto-censura è quella che permette tante, forse troppe, delle storture che si vivono ogni giorno. Soffoca la creatività, i rapporti con il mondo divengono irreali. Il "cosa succederebbe se" diventa la normalità.
E io la odio, la normalità.
Saluti

Undine ha detto...

Zenzero, innanzitutto grazie per la visita, credevo fossi scomparso (leggo da un po' il tuo blog e per qche tempo non l'ha aggiornato).

Ho fatto una precisazione perche' un lettore ha creduto che quella fosse una bestemmia gratuita e superflua in quel contesto.
Non vorrei, nella frenesia di tagliare i panni addosso ad altri, commettere i loro errori.
In questo modo resta comprensibile e nessuno si sente offeso.
Non sono usa ad autocensurarmi, ma capisco e condivido in linea generale la tua obiezione.

SI-FA-SI ha detto...

Leggo stamani su Repubblica qualcosa a cui ho pensato quando ho visto la notizia della ragazza: c'era Cofferati che diceva di aver potuto visionare le registrazioni video del fatto ma che erano assai confuse, lungo una strada a scorrimento veloce, magari non era facile accorgersi di quello che stava succedendo.
A primo acchito ho pensato anch'io ad una tesi del genere, magari pensando che parecchia gente si strattona,litiga, alza la voce, sembra normale amministrazione, ede' triste essere portati a pensare in modo cosi' cinico.
Dall'altra parte pero' bisogna dire che veramente e' un caso esemplare (questo come molti altri fatti, tipo l'inquilino morto da gironi e nessuno si accorge di niente) di come ci si sia ridotti, di come intervenire, reagire, prendere le parti dei piu' deboli, aiutare, schierarsi sia qualcosa di molto anomalo oggi; ci si guarda intorno e si vede un ammasso di gente impegnata nella propria vita e stop. Il resto accade, e spesso indipendentemente da noi, quindi perche' prendersela troppo, molti dicono.
Triste.
Allo stesso tempo penso che 'nel mucchio ci si debba mettere un po' tutti: chi piu' chi meno, ognuno ha qualche scheletrino nell'armadio, magari non pesante come il fatto di Bologna.
Magari e' qualcosa di piccolo e insignificante che vediamo, pero' spesso non interveniamo, e da li' si crea una forma mentis pericolosa. Nel senso che quando ne abbiamo la possibilita' dovremmo sempre distinguerci da altri silenziosi, anche per dare il giusto esempio, per scatenare il cosiddetto "Effetto farfalla".
A Bologna penso sarebbe bastato un secondo, un gesto, per destabilizzare il piano criminale...
Speriamo soltanto che anche se ormai tardi, qualcuno che ha potuto intravedere qualcosa si possa fare avanti e invertire la situazione.
Molto triste.

SI

Lady ha detto...

Complimenti per questo post che condivido tristemente e pienamente e per il blog.
Lady